Monumenti in San Gimignano
Via San Gimignano
Lastricata e in leggera salita, attraversa numerosi edifici dei sec XIII-XIV:
- La facciata della chiesa di San Francesco in stile romanico-pisano a cinque arcate.
- Il palazzo Pratellesi dalle particolari bifore gotiche decorate in cotto.
- Torre Cugnanesi affacciata sull’omonima piazza.
- L’Arco dei Becci affiancato a destra dalla torre dei Becci.
Piazza della Cisterna
Rappresenta il centro del borgo, ha una forma triangolare e prende il nome dalla cisterna costruita al suo interno nell’anno 1237 e ampliata nel 1346.
La cisterna provvedeva ad un sicuro e comodo rifornimento di acqua per la popolazione che se ne serviva frequentemente, come attestano i solchi lasciati dalle catene e dalle funi che trascinavano le brocche sul bordo. E costeggiata da i seguenti palazzi:
Casa Razzi con finestre a bifore, Casa Salvestrini dimora duecentesca (oggi albergo), Palazzo Tortoli-Treccani di forme Senesi con due ordini di bifore, Palazzo Lupi con la sua Torre del Diavolo, Palazzo degli Ardinghelli duecentesche e leggermente divergenti e Palazzo Cortesi.
Piazza del Duomo
Come piazza della cisterna anche quest’ultima è pavimentata ad ammattonato ed è circondata da palazzi e torri. Domina su un’alta gradinata la Collegiata di S. Maria Assunta (XII secolo) arricchita al suo interno da affreschi del 300 senese e del 400 fiorentino e dalla cappella di Santa Fina.
Di fronte è situato il Palazzo del podestà sovrastato dalla Torre Rognosa alta 50mt., usata nel 300 come prigione di stato. Voltando le spalle al duomo vediamo il Palazzo dei Ghibellini-Salvucci con le Torri Gemelle preceduto da poco da la Torre Chigi (1280).
La Rocca
Costeggiando il fianco destro del Duomo, sotto il campanile, saliamo alla Rocca.
La sua costruzione fu una delle clausole che il popolo dei Sangimignanesi dovettero accettare come atto di sottomissione al governo di Firenze; questa racchiudeva 5 torrioni in cui erano inserite le guardie per difendere i confini.
Una volta subentrato il governo di Siena, la rocca fu smantellata e lasciata in stato di abbandono.
Dal 1978 l’area è diventata Parco Pubblico.
Vicolo dell’oro - Via delle Romite
Da piazza del Duomo è possibile accedere al Vicolo dell’oro, così chiamato perché ospitava le botteghe degli orefici.
Da qui si scende attraverso un arco e si accede alla Via delle Romite.
Questa strada trae il suo nome dalle eremite che avevano le loro cellette in questa zona e che poi furono riunite nel grande Convento di Santa Maria Maddalena dell’ordine di S.Agostino.
Il tabernacolo che si trova in fondo alla strada sembra essere stato affrescato dal Pittorino.
Piazza Sant'Agostino
Risalendo verso il centro ci troviamo in una zona che un tempo veniva chiamata Prato di Sant’Agostino, oggi lastricata.
Qui si innalza la chiesa, dove dimorano tutt’oggi i frati Agostiniani, ad una grande sola navata con soffitto a capriate.
Vi sono presenti opere d’arte di grande importanza: dall’altare di Benedetto da Maiano agli affreschi del Gozzoli.
Le Fonti
All’altezza del tabernacolo, svoltando a destra, scendiamo verso Porta alle Fonti che si apre sulla campagna e conduce alle fonti pubbliche dove si attingeva l’acqua e si lavavano i panni, e che anticamente venivano usate dalle Arti dei Lanaioli e dei Pellai.
La costruzione che risale al ‘300, presenta dieci archi romanici a sesto acuto: essa nascose la primitiva fonte di pietra longobarda risalente al IX secolo.
Via San Matteo
La via a fianco di S. Agostino si ricollega alla strada centrale, anch’essa lastricata, denominata Via S. Matteo, la quale attraversa la seconda parte della città, costeggiando una serie di viuzze che offrono un’immagine più particolareggiata di San Gimignano: scorci di case, di mura, di torri che si aprono all’improvviso dietro ad ogni angolo.
Qui possiamo trovare un’altra chiesa romanica, quella di San Bartolo, innalzata alla fine del 1200.
Porta San Matteo
È la seconda porta importante della città, abbattuta come quella di San Giovanni e poi ricostruita nel 1262.
Esternamente, l’arco romanico, presenta una serie di sei archetti nella parte superiore, mentre internamnete dieci sottolineati da vari cornicioni.
Da questa porta, inserita nella seconda cinta muraria, si usciva per dirigersi verso nord, lungo le mura che sulla strada finivano nel torrione rotondo detto di Sant'Agostino.





