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Vernaccia di San Gimignano

Vernaccia di San GimignanoNel 1966, la VERNACCIA è stato il primo vino italiano a ricevere la Denominazione di Origine Controllata, un prestigioso riconoscimento dato dal ministero italiano per la qualità. La Vernaccia, uno dei vini bianchi italiani di migliore qualità, viene prodotto esclusivamente nel territorio della città medioevale di S.Gimignano (SI), meta turistica nota in tutto il mondo.
Le viti si coltivano ad un altitudine media di 280 metri, su suolo argilloso e sabbioso tipico del Pliocene.
Le viti crescono in parte Gujot e in parte legate a corda, con una densità di circa 3000 piante per ogni ettaro.
La stagione del raccolto va dal 15 Settembre al 15 di Ottobre, con una resa di 90 quintali di grappoli per ettaro.
Il processo di vinificazione avviene secondo lo stile tradizionale, in ordine, una lieve pigiatura e una bassa temperatura, per conservare la sua eccezionale fragranza. La fermentazione, a temperatura controllata, dura mediamente dai 12 ai 18 giorni sia in tini di acciaio che di cemento.

Le caratteristiche che contraddistinguono la Vernaccia di San Gimignano sono le seguenti:

  • COLORE: giallo paglierino, tendente al giallo oro invecchiato;
  • PROFUMO: fino e penetrante;
  • SAPORE: aciutto con retrogusto leggermente amaro;
  • ZUCCHERO: residuo massimo 4%o;
  • TOTALE ACIDITA': minima 5 %o;
  • ESTRATTO SECCO: netto minimo 15 %o;
  • GRADAZIONE ALCOLICA: minima 11%. Per la RISERVA 11, 50%;

Alcuni produttori (dal rapporto del CCIAA), destinano una parte del loro vitigno alla produzione della VERNACCIA "RISERVA".
Con il decreto del 9 Luglio 1993 n.163 sottoscritto dal ministro dell'agricoltura On. Diana, la VERNACCIA DI S.GIMIGNANO entra a far parte della categoria dei migliori vini italiani, acquistando il titolo di D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).
La VERNACCIA è un eccellente aperitivo, può essere d'accompagnamento con antipasti, piatti di pesce e carne bianca.
Va servito fresco ad una temperatura di 11-12° C.

Olio di oliva di San Gimignano

Olio di olida di San Gimignano Assieme al grano e alla vite, l’olivo è il terzo perno fondamentale del modello produttivo eleborato dalla civiltà greca. Tardivamente importato in Italia, esso divenne a poco a poco elemento caratterizzante anche dell’econimia e della cultura Romana. L’olio d’oliva assunse in tal modo un’importante funzione di identificazione culturale, contrapponendosi ai grassi animali (burro, lardo...) che caratterizzavano le civiltà celtiche e germaniche del Nord Europa. Infatti agli occhi degli scrittori greci il mondo dei BARBARI era abitato da uomini che consumavano burro al posto dell’olio. Oltre che a scopo alimentare veniva impiegato anche nella cosmesi (per esempio nei profumi).
È nel Medio Evo che le coltivazioni e l’uso dell’olio d’oliva si allarga notevolmente, grazie anche al diffondersi della Religione Cristiana che lo impiegava nei vari riti liturgici e obbligava l’astinenza da alcuni cibi animali in vari periodi della settimana. Oggi la legge italiana definisce l’olio d’oliva il prodotto ottenuto dalla lavorazione del frutto (DRUPA) dell’olivo (OLEA EUROPEA) senza aggiunta di sostanze estranee e di oli di altra natura. È poi a seconda della lavorazione che nascono la varie classificazioni (vergine, extravergine, ecc) e la Toscana vanta una delle migliori produzioni nazionali, grazie al terreno, al clima e alle sue piante ormai secolari.

Zafferano di San Gimignano

Zafferano di San Gimignano Lo zafferano è una spezia ottenuta dagli stimmi dei fiori del CROCUS SATIVUS, piccola pianta bulbosa nota anche essa con il nome di zafferano, dai particolari fiori violacei.
La pianta cresce sia in maniera spontanea, fiorendo in autunno (da ottobre a novembre), che coltivata in diverse varietà, e San Gimignano offre le giuste caratteristiche per favorire la sua crescita.
I Fiori vengono raccolti a mano nelle prime ore del mattino, quando sono ancora chiusi, e selezionati per l'operazione con la quale si separa la parte rossa degli stimmi dal fiore (Mondatura).
Gli stimmi vengono seccati al sole o a moderato calore e vengono commercializzati anche dopo polverizzati, assumendo un particolare colore giallo oro.
La spezia viene impiegata come aromatizzante e colorante per alimenti, e la sua cultura è diffusa in Europa centrale e meridionale.

 

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